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19 Luglio commemorazione a Nus e 20 Luglio a Issime

18 luglio 2014

La commemorazione dell’eccidio di Nus non avverrà più venerdì 18, ma sabato 19 luglio 2014 in quanto abbiamo appreso della volontà di essere presente dell’anpi di Giaveno e dei famigliari dell’aviglianese Giovanni Suppo, operaio alle Ferriere di Bottigliera Alta ed inserito nella 41° Brigata Garibaldi “Carlo Carli” fucilato unitamente ad altri 9 prigionieri italiani e russi il 18 luglio 1944. Gli altri eventi prossimi sono la commemorazione di Issime (20/07), Saint Nicolas (26/07) e Terre Noire (27/07).

Questo il programma:
SABATO 19 LUGLIO – NUS
alle ore 10,30 ritrovo davanti al monumento in ricordo di una delle più atroci rappresaglie della storia valdostana contemporanea dove si terrà in collaborazione con i comuni di Nus e Fenis e l’ANPI di Giaveno una cerimonia di commemorazione organizzata con la volontà di ricordare gli 11 ragazzi uccisi nel 1944 e Ferruccio Deval, partigiano, che teneva molto a questa ricorrenza.
“Il 18 luglio 1944 dopo l’attacco a una vettura di ufficiali tedeschi da parte di una squadra della banda Lexert, nei pressi di Chambave, viene ferito a morte il tenente Willy Kroisi. Il colonnello Schmidt, che viaggiava con lui, in persona – scrive Nicco – “si reca a Torino e fa prelevare dalle carceri 11 partigiani, tra cui alcuni militari russi e slavi passati nelle file dalla Resistenza. […] Con un treno scortato dalla divisione S. Marco vengono trasportati ad Aosta.” (a testimonianza della complicità nell’eccidio dei repubblichini di Salò). “Le matin du 18 on charge les onze sur un camion – scrive Passerin d’Entrèves – et on les transporte d’un côté à l’autre à la recherche d’un endoit approprié ; mais ce fut seulement vers sept heures du soir que la voiture stoppa à la croisée du chemin de Fénis avec la grande route d’Aoste à Ivrée. On fit descendre les otages qui furent alignés dans le pré en aval du chemin et une décharge de mitraillette les coucha foudroyés.” “I cadaveri vengono lasciati sul luogo dell’esecuzione fin quando, dopo tre giorni, gli abitanti di Fénis li raccolgono e li portano nel loro cimitero. (Nicco)”

A seguire questi i futuri appuntamenti:
DOMENICA 20 LUGLIO – ISSIME
alle ore 11 presso il cippo nella piazza principale cerimonia in ricordo del 70° anniversario della Battaglia del Lys che venne combattuta il 25 luglio 1944 che vide il coraggio di un gruppo di giovani contrapporsi ai colpi di mortaio e alle raffiche di mitragliatrici nazifasciste. (vedasi programma allegato)
SABATO 26 LUGLIO – SAINT-NICOLAS alle ore 16 presso la cappella dei partigiani e alle ore 18 a Vens cerimonie di commemorazione, letture, canti in ricordo dei 70 anni dell’eccidio nazifascista del luglio 1944, nel corso del quale furono uccisi 16 tra partigiani della banda Vertosan e civili residenti nelle frazioni di Cerlogne e Vens, rastrellate e incendiate (vedasi programma allegato)
DOMENICA 27 LUGLIO – TERRE NOIRE la commémoration des fusillés de Terre Noire à partir de 11h , selon le programme habituel .La cérémonie sera présidée par Marcel Rochaix , ancien résistant , président de l’ANACR Savoie . Diverses prises de paroles dont celle d’un représentant du Val d’Aoste , de l’ANPI , d’élus de Savoie et de l’ANACR se succéderont rythmées par les hymnes nationaux et les chants des partisans français et italiens.

Buon viaggio Roger!

6 marzo 2014

Domenica 2 marzo 2014, la nostra associazione ha salutato il partigiano Ruggero BOIS, “Binda” appartenente alla 87esima Brigata.

Nato a Villeneuve il 2 giugno 1925, Ruggero Bois è entrato a far parte attiva della resistenza nel luglio 1944. Appartenne al gruppo Arturo Verraz di Cogne con il quale partecipò alle azioni più importanti contro i tedeschi. Dal suo comandante Giuseppe Cavagnet “Plik” fu definito “buon elemento”.
Sempre presente e attivo nelle commemorazioni dell’ANPI.
(in questa foto porta la corona in occasione della commemorazione in ricordo di Aurora Vuillerminaz)

 

Questa l’orazione del consigliere Raimondo Donzel in ricordo di “Binda”, Ruggero Bois

Caro Roger,
Rougi comme nos dyen eun patoué,
a nome dell’ANPI della Valle d’Aosta, porgo le più sentite condoglianze a tua moglie Marisa e ai figli Ennio e Eliana, con i loro cari congiunti e i tuoi adorati nipoti Didier, Sophie, Xavier e il piccolo Denis.
Caro Roger, in famiglia ero abituato a darti del Voi come si usa in patois, ma oggi ti darò del Tu come si usa tra noi dell’ANPI: Ti porgiamo un ultimo saluto, con le umili parole di cui siamo capaci e che seguono quelle ben più appropriate della cerimonia funebre, per ricordare l’importanza del tuo impegno nella lotta di liberazione dal nazifascismo e per l’affermazione dei valori positivi di libertà e della nostra Autonomia. Proprio 70 anni fa, col nome di battaglia “Binda”, a soli 19 anni ti sei trovato coinvolto nella più drammatica vicenda bellica che ha travolto l’Europa e il mondo intero e che ha visto come teatro di battaglia anche le nostre montagne. Sei stato tra i pochi, in quei tempi di orrore e paura, che ebbe il coraggio di sfidare la barbarie del fascismo e dell’invasione nazista, unendoti nel luglio del 1944 alla Banda Arturo Verraz, sotto il comando di Dulo, Giulio Ourlaz. Scelte di libertà, per il bene di tutti, che però spesso si pagavano a caro prezzo, perché durante una rappresaglia fu bruciata l’abitazione del papà Cesare. Hai preso parte attiva ad uno dei più epici episodi della Resistenza valdostana sotto la guida del comandante Giuseppe Cavagnet, “Plik”, che nel luglio del 1944, portò all’occupazione di Cogne e all’organizzazione di quella che sarà ricordata come la Repubblica di Cogne e che resistette fino all’epica battaglia del ponte di Chevril del 2 novembre 1944.
Poi la schiacciante superiorità numerica e militare dei nazifascisti costrinse tutti alla fuga e molti dovettero ripiegare anche in Val d’Isère. A seguito del rastrellamento della Valle di Cogne, tu sei passato nella Valsavarenche dove ti sei unito alla Banda Amilcare Crétier, Comandata dal capitano degli Alpini Remo Chabod, detto Boch, fino alla smobilitazione del 7 giugno 1945.
Dei pochi resoconti scritti di quegli anni resta la memoria del Parere ufficiale del tuo Comandante diretto, il tenente Cavagnet, Comandante Plik che annoterà accanto al nome del giovane Ruggero Bois queste indelebili e imperiture parole: “Buon elemento”!
Nato a ridosso di una terribile crisi economica mondiale, passato attraverso le atrocità della guerra, hai partecipato con la tenacia dei montanari valdostani alla ricostruzione di questa Regione, partendo dalla tua casa, dal tuo amato villaggio di Champlong Dessus, dove hai trascorso tutta la tua vita, legato ai valori della libertà rafforzati dal pensiero autonomista di Emile Chanoux, che spesso ricordavi con ammirazione, anche in tempi recenti quando ancora incontravi i giovani dell’ANPI, perché non andasse disperso, quanto avete costruito. Per questo, nonostante gli acciacchi dell’età eri spesso presente a dare una testimonianza attiva nelle manifestazioni commemorative dell’ANPI, dando un esempio straordinario ai nostri giovani, che sono qui a testimoniarti il loro affetto con le bandiere dell’Associazione. Ti sei battuto anche in tempi recenti perché una martire come Aurora Vuillerminaz, la partigiana Lola, fosse ricordata nelle manifestazioni annuali dell’ANPI. E grazie alla collaborazione tra ANPI e Presidenza del Consiglio Regionale sei riuscito nel tuo intento, contribuendo a tener viva la memoria di come si arrivò con fatica e dolore a conquistare per noi tutti oggi la libertà e l’Autonomia, ridando dignità alla lapide di Lola che è affissa sulle mura di questo cimitero e che ricorda la sua atroce fucilazione, un assassinio che ci lascia tuttora sgomenti. E come tanti partigiani valdostani che ho avuto l’onore di conoscere hai condotto una vita semplice e dignitosa, unendo all’attività di agricoltore, quella di autista del pulmino delle scuole di Villeneuve, o sfrecciando con il tuo camioncino Volkswagen a raccogliere da una stalla all’altra i bidoni del latte da conferire al Caseificio. Hai avuto la fortuna di veder crescere intorno a te i tuoi figli e i tuoi nipoti, che serberanno il ricordo meraviglioso di un nonno che è stato in gamba fino a quando il destino ha segnato l’ultimo istante. Ti ricordo ancora solo pochi mesi fa capace di darmi una lezione di Belote, una delle tue passioni per trascorrere le lunghe giornate della vecchiaia.
Ci mancherai!
Grazie a nome di tutta l’ANPI!
Buon viaggio Roger!

Giovediamoci – Serata sulla resistenza a Nus

16 dicembre 2013

Letture, interventi e video per raccontare la Resistenza a Nus

 

Il 19 dicembre 2013 ore 21 nei giovediamoci organizzati dal comune di Nus si parlerà di Resistenza con l’ A.N.P.I. – Valle d’Aosta “Fatigué dans le corps par l’âge mais avec le désir de reconfirmer à haute voix ce qui avait mon ideal de vie: paix, progress, égalité parmi les peuples, parmi les classes oppresses. C’est un idéal précieux qui m’a toujours accompagné et que je laisse aux jeunes en héritage”
Giovanni Chabloz, “Carlo”
Con la collaborazione dell’Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea della Valle d’Aosta e di Elisa Bortot, Erika Centomo, Irene Deval, Giulio Fiou, Ezio Gerbore, Erika Guichardaz, Andrea Lamberti, Nadia Savoini, Sara Timpano, Anna Tutel, Emilio Martino Zambon e di tantissimi altri… DIFFONDETE E PARTECIPATE!

L’ANPI VDA usa nuovi canali di comunicazione per ricordare i caduti della resistenza – 70° Anniversario dall’inizio della Lotta di Liberazione

10 settembre 2013

CS

“Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”.

Lo scarno comunicato radiofonico con cui il maresciallo Badoglio alle 19.42 annunciava l’armistizio con gli anglo-americani fu accolto con incredulità e apprensione. Non perché giungesse del tutto inatteso, che anzi era dal 25 luglio che gli italiani speravano nella fine della guerra. Eppure era in qualche modo inaspettato, per il modo, per il momento, per l’oscurità stessa del messaggio. Allarmavano soprattutto il riferimento a “eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza”. Qualcuno forse presagiva la sciagura, ma certamente nessuno ancora immaginava che cosa sarebbero stati i venti mesi successivi. In quest’atmosfera densa di incertezze, in cui si intrecciavano il senso della tragedia, il rifiuto di ulteriori sacrifici, la paura di essere catturati e deportati, l’ostilità verso i tedeschi, l’esigenza più pressante rimaneva quella di capire la nuova situazione, così lontana da qualsiasi esperienza vissuta negli anni del regime. E questa prima spontanea ricerca dell’aggregazione preludeva alla scoperta di una dimensione sconosciuta: quella della partecipazione, della discussione, del confronto, dell’analisi collettiva e infine della scelta individuale. In una parola, la dimensione della Resistenza.

L’ANPI della Valle d’Aosta l’8 settembre ha voluto ricordare i 186 partigiani caduti in Valle d’Aosta utilizzando un nuovo canale di comunicazione: facebook. Il post sopra riportato, con il messaggio audio di Badoglio, è stato pubblicato alle 19.42 sulla pagina dell’associazione dando inizio alla condivisione di questo e/o alla creazione di nuovi post messi sui vari profili degli aderenti all’iniziativa riportanti foto e notizie di uno o più partigiani che volevano ricordare. L’iniziativa è andata al di la di ogni più rosea aspettativa dal momento che quasi tutti gli aderenti non si sono limitati a riportare i soli dati, ma hanno approfondito le storie di ognuno di loro, diverse persone hanno cercato affinità con i caduti postando i loro parenti, i ragazzi della loro età, gli appartenenti alla banda dei loro genitori o l’accumunanza di orgini. Si registrano inoltre oltre 1000 visualizzazioni del post iniziale, aderenti che vanno dai 16 ai 70 anni, di regioni diverse, ma che per diverse ragioni (studio, parentele o altro) hanno partecipato.

Un sentito ringraziamento va quindi a chi ha aderito a questa iniziativa non dimenticando che “fiera di tradizioni guerriere e di libertà, la Valle d’Aosta, con perizia di Capi, valore di combattenti, passione e sacrificio del suo popolo prode, combatteva per venti mesi la dura guerra partigiana contro l’occupazione nazifascista” come viene ricordato sul documento che attesta il conferimento della medaglia d’oro al valor militare per la nostra regione.

https://www.facebook.com/anpi.vda

Tanti Auguri Anna!

27 luglio 2013

Il comitato regionale dell’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, augura un buon compleanno ad Anna Cisero Dati, coraggiosa staffetta partigiana e componente del Comitato stesso.
“Anna, nata il 26 luglio 1923, é entrata a far parte della resistenza giovanissima (20 anni) aderendo al 13° Gruppo Emile Chanoux che, al comando di Sergio Gracchini, operava a Trois-Villes sull’alta collina di Quart. Infiltratasi nelle strutture nazifasciste, in qualità di impiegata civile presso la Caserma Testafochi di Aosta, riuscendo a far pervenire al suo comando informazioni, medicinali, armi e munizioni. Staffetta preziosissima e incurante dei pericoli, curava personalmente i collegamenti con il suo gruppo a Trois-Villes.
Destinata alla deportazione in Germania, successivamente, viene liberata e nel gennaio del 1945 entra nelle fila della Squadra di Azione Patriottica, (SAP Giorgio Elter) ove svolge la sua attività partigiana nella Città d’Aosta sino al 28 aprile 1945.
Lavora per qualche tempo presso la Questura di Aosta a fianco di Luigi Ravenni, il Questore della liberazione.
Partecipa attivamente alla ricostruzione dei villaggi di Trois-Villes, saccheggiati e incendiati il 23 Agosto 1944 dai nazifascisti.
Lavora fino al 1954 con il colonnello Octave Bérard all’ufficio di Aosta dell’Assistenza post-bellica.
Nel 1955 Anna Cisero assume la segreteria del Comitato Valle d’Aosta dell’A.N.P.I. dedicandosi in particolare nell’espletamento delle pratiche per i riconoscimenti partigiani; segue la costruzione e l’inaugurazione di cippi, di lapidi e di monumenti dedicati ai caduti partigiani e civili della Resistenza valdostana; cura le iniziative a carattere sportivo dell’ANPI-Elter e quelle a carattere ricreativo; per oltre 50 anni è punto attivo di riferimento dell’A.N.P.I. valdostano.”

Il presidente dell’ANPI Valle d’Aosta, Marino Guglielminotti Gaiet, con commozione parla di Anna ricordando come “nonostante i tanti riconoscimenti, rimane la persona umile e riservata che tutti noi conosciamo. E’ orgoglio per la nostra associazione ricordare come Anna Cisero dopo aver ottenuto il riconoscimento di Chevalier de l’Autonomie, la menzione speciale consegnata per la “Donna dell’anno” e l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita dal Presidente della Repubblica.”

Domenica 28 Luglio, Commemorazione di Terre-Noire

27 luglio 2013

L’ANPI e l’A.N.E.I. della Valle d’Aosta e la F.N.D.I.R.P. e l’ANACR Savoie organizzano per domenica prossima 28 luglio luglio a Terre-Noire la cerimonia di commemorazione dell’eccidio nazifascista dell’agosto 1944 a cui prendono parte i partigiani, savoiardi e valdostani.

La cerimonia commemorativa inizierà alle ore 11.00 davanti al cippo che ricorda l’eccidio con la deposizione delle corone, la funzione religiosa e i discorsi commemorativi. Per la Valle d’Aosta prenderà la parola la Presidente del Consiglio Emily Rini.

 

“Dans la nuit du 22 au 23 août 1944, l’abbé Georges Muyard, pionnier et héros de la Résistance, était emmené en otage par les Allemands se repliant vers l’Italie, avec 16 jeunes de Moûtiers et 4 de Pomblière Saint Marcel. Viendront s’ajouter, au cours de la route en direction du Petit Saint Bernard, trois habitants de Bourg Saint Maurice, deux de Séez et un de Bozel. Monseigneur Terrier, l’évêque de Tarentaise, monté à vélo jusqu’à Bourg Saint Maurice, tentera une dernière médiation mais sans réussir à voir les otages et donc sans résultat. Les otages ont été assassinés, probablement le 23 ou le 24 août, à Terre Noire, en Val d’Aoste. Les corps, regroupés dans deux charniers, seront retrouvés le 21 juillet 1945. La sépulture des martyrs eut lieu le 28 juillet 1945 en présence d’une foule impressionnante. Ce fut l’hommage solennel de toute la vallée. Dans le cimetière de Moûtiers, un monument a été élevé à leur mémoire; les corps de la plupart d’entre eux reposant désormais au pied de ce monument. Celui-ci est dominé par un grand V qui enserre une Croix de Lorraine; il a été inauguré le 1er septembre 1946. “

 

(27 corps ont été retrouvés à Terre Noire, répartis en deux charniers. Un 28ème corps a été retrouvé à environ un kilomètre du Col du Petit Saint Bernard. 16 habitaient Moûtiers. La moyenne d’âge est de 24 ans).1ère fosse : Hôtelier Marc, 43 ans. Carron Jean, 21 ans. David Olivier, 21 ans. Minighetti René, 20 ans. Jaillette Auguste, 20 ans. Bonnefond Jean, 34 ans. Miédan Charles, 18 ans. Mérendet Louis. Bottana Lucien, 18 ans. Magnani Alvaro, 19 ans. Abbé Muyard Georges, 33 ans. Pollin Louis, 33 ans. Utille Fernand, 31 ans. Resler François, 23 ans. Jorioz Pierre, 17 ans. Simon Jean, 20 ans. Capra Jean, 19 ans. Anselmet Paul, 19 ans. Rosso Jean, 29 ans. 2ème fosse : Moret Alphonse, 38 ans. Penec René, 32 ans. Orsat Jean, 24 ans. Bassani Marius, 21 ans. Hernandez Michel, 25 ans. Girod-Roux Camille, 18 ans. Lathuile René. Bianchi Jean, 25 ans.Enterré à 1 km du col: Chapuis François, 20 ans.

 

 

Un’immagine della commemorazione di Terre-Noire del 2012

“ Soldanelle de paix, quand nous serons en terre,
Indifférents à tout jusqu’à la fin des temps,
Raconte Terre Noire au passant solitaire
Et l’atroce trépas de jeunes combattants
Dis lui … (…)
Que l’homme doit veiller pour que, de par le monde
Le fascisme maudit soit chaque fois châtié ”.
Renée Bertrand – Terre Noire 

Vogliamo giustizia e verità sulle stragi nazifasciste: firma la petizione dell’Anpi

7 febbraio 2013

L’ANPI, ritenendo doveroso fare il punto della situazione sulla questione delle stragi nazifasciste, per le quali il nostro paese ha versato un tributo di sangue di circa 15.000 caduti, disseminando eccidi compiuti anche prima dell’otto settembre 1943, dalla Sicilia fino al nord Italia con l’esercito tedesco in rotta verso la Germania, ha deciso di assumere la questione delle stragi nazifasciste come una sua battaglia nazionale, rivendicando “verità e giustizia” per le vittime.

Firma la petizione Online:

L’azione dell’associazione si è incardinata nella costituzione di una apposita commissione di lavoro, che ha teso l’azione verso tre indirizzi fondamentali: la costituzione come parte civile dell’Anpi in tutti i processi di strage, la raccolta di tutti i materiali giudiziari e parlamentari delle stragi che attualmente sono difficilmente reperibili e consultabili per motivi sia burocratici che politici e non ultimo come importanza censire attraverso la realizzazione di una mappa tutti le stragi avvenute, in quanto ad oggi non si ha questo importante strumento divulgativo e conoscitivo. Aggiungasi a tutto ciò l’avvio di una petizione nel Paese indirizzata al Presidente del Senato.

Cosa ancora più importante sarà per l’Anpi portare le istituzioni preposte, governo e parlamento, a discutere sulla conduzione politica di questi 70 anni che ha causato l’enorme ritardo con il quale si stanno svolgendo oggi i processi, limitando notevolmente la possibilità di far giustizia, procedimenti che sono elementi unici sia per sostenere la verità storiografica sia per dare sollievo a tutte le vittime. Tutti gli interventi dei vari specialisti hanno concordato su alcuni punti precisi comuni ai loro pensieri. Un enorme ritardo dell’inizio dei processi con altrettanto grandi responsabilità dei governi italiani che mai hanno preso posizione e coscienza di quello che ha portato a questo colpevole “dimenticanza” nel famoso e famigerato Armadio della Vergogna. Uno sminuire, attraverso una mirata strategia politica, le gravi responsabilità della repubblica sociale e dei fascisti repubblichini, che “volenterosamente” si sono adoperati ad essere accompagnatori quando non esecutori diretti di queste stragi. Una non considerazione della sofferenza dei superstiti e dei famigliari delle vittime, spesso lasciate sole a se stesse, senza risarcimenti né morali né economici. Così come abbiamo oggi un gap comunicativo di Memoria tra le generazioni, in quanto venendo meno il contributo del testimone per motivi anagrafici, con più difficoltà si riesce a portare a conoscenza questi fatti, che hanno la potenzialità di divenire strumenti di formazione di nuove coscienze civili. Un’altra considerazione importante su cui tutti hanno condiviso le proprie riflessioni, è quella che fin dal dopo guerra, sia da parte dei tedeschi sia anche in alcune memorie di sopravvissuti, si è voluta scaricare le colpe sui partigiani, mentre invece l’analisi del caso Toscana, dimostra come solo il 12% delle vittime sia stata causata da rappresaglia, e come comunque sempre ci si trovi di fronte a risposte sproporzionate, definibili oggi come crimini contro l’umanità e non azioni di guerra. Gli ordini erano di una guerra ai civili voluta dai massimi vertici militari germanici.

Il documento della commissione di lavoro sulle stragi.

Il testo della petizione popolare

Appello dell’Anpi per un voto che rigeneri il Paese

7 febbraio 2013

L’Anpi- Associazione Nazionale Partigiani d’Italia lancia un appello per le elezioni del 24 e 25 Febbraio.
Da un lato rivolto a tutte le cittadine a a tutti i cittadini, a cui chiediamo di impegnarsi concretamente per il rinnovamento del paese e di andare a votare, dall’altro chiediamo ai partiti di assumersi un solenne impegno per il bene ed il futuro dell’Italia.

Il video-appello
Video Appello per le elezioni politiche 2013

“C’è un’urgenza fortissima di rigenerare il Paese. In Italia è stata prodotta in questi anni una tale cattiva politica, un tale trasformismo da far impallidire il governo Giolitti”. Esordisce così Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale dell’ANPI, nella conferenza stampa di presentazione dell’appello elettorale dell’Associazione tenutasi stamani, 24 gennaio, a Roma.

 

“Ci rivolgiamo ai partiti, alle istituzioni, ai cittadini, nella ferma convinzione che è indispensabile ritrovare un fondamento comune  come quello che fu alla base del lavoro dell’Assemblea Costituente almeno su principi e su  valori di fondo, tra i quali meritano di essere indicati come più urgenti: il rigore morale, nel pubblico e nel privato, la trasparenza nell’attività delle Istituzioni; l’impegno diffuso contro ogni tipo di razzismo e di discriminazione, il lavoro, in particolare per i giovani: la Repubblica italiana è “fondata sul lavoro” e dunque proprio nella realizzazione di questo principio deve ravvisarsi la priorità assoluta dell’azione pubblica e privata, perché senza lavoro, senza opportunità di lavoro, senza dignità e sicurezza nel lavoro, viene meno quello stesso sviluppo della persona umana; libertà, uguaglianza e dignità per le donne, delle quali va garantita la pari opportunità nell’accesso al lavoro e ai posti di responsabilità e per le quali va messa in atto una forte campagna contro ogni forma di violenza anche domestica”.

 

“Per non parlare – ha aggiunto Smuraglia – della questione del neofascismo. C’è un’avanzata, che non può non preoccupare ,dei movimenti che si richiamano dichiaratamente al fascismo, avanzata che addirittura arriva a doverci far vedere Casa Pound candidata alle elezioni. Una volta per tutte: questi movimenti sono fuori dalla Costituzione”.  E la reazione a questa avanzata da parte delle strutture preposte a contrastarli è tiepida se non assente. “Non c’è da meravigliarsi quando anche nei partiti che dovrebbero essere più tradizionalmente attenti a questi temi, rispetto al termine antifascismo – che non dimentichiamocelo è un tutt’uno col termine democrazia – c’è quasi una completa indifferenza”.

L’APPELLO INTEGRALE DELL’ANPI PER LE ELEZIONI DEL 24 E 25 FEBBRAIO

Per un’Italia rinnovata, nei valori dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione.

“Non è il Paese che avevamo sognato”, abbiamo detto più volte – in questi anni – e ora, nell’imminenza delle elezioni politiche, c’è la seria speranza e la concreta possibilità di vedere realizzato quel sogno per cui tanti antifascisti, partigiani e cittadini si sacrificarono e morirono; di colmare il baratro che si è creato tra cittadini, istituzioni e politica; di riavvicinare il Paese a quegli ideali che furono alla base della Resistenza e, in seguito, della Costituzione.

L’ANPI, dunque – in assoluta indipendenza e autonomia rispetto ai programmi che ognuno dei partiti riterrà di prospettare agli elettori – ritiene di riaffermare alcuni principi fondamentali per il futuro della democrazia, rivolgendosi ai partiti, alle istituzioni, ai cittadini, con l’autorevolezza che deriva dalla propria storia e dal suo impegno quotidiano, nella ferma convinzione che è indispensabile ritrovare un fondamento comune – come quello che fu alla base del lavoro dell’Assemblea Costituente – almeno su alcuni principi e su alcuni valori di fondo, tra i quali meritano di essere indicati:

il rigore morale, nel pubblico e nel privato;

la correttezza e la dignità, nella politica e nel vivere civile;

la trasparenza nell’attività delle Istituzioni;

la “buona politica”, nel contesto della funzione che l’art. 49 della Costituzione assegna ai partiti;

l’impegno contro ogni forma di corruzione;

l’impegno diffuso contro ogni tipo di mafia e contro ogni tipo di connessione tra criminalità organizzata e politica;

il rispetto nei rapporti tra i partiti e fra i singoli cittadini;

l’impegno diffuso contro ogni tipo di razzismo e di discriminazione e contro ogni rigurgito di fascismo e di nazismo;

il lavoro, in particolare per i giovani. La Repubblica italiana è “fondata sul lavoro ” e dunque proprio nella realizzazione di questo principio deve ravvisarsi la priorità assoluta dell’azione pubblica e privata; perché senza lavoro, senza opportunità di lavoro, senza dignità e sicurezza nel lavoro, viene meno quello stesso sviluppo della persona umana;

libertà, uguaglianza e dignità per le donne, delle quali va garantita la pari opportunità nell’accesso al lavoro e ai posti di responsabilità e per le quali va messa in atto una forte campagna contro ogni forma di violenza anche domestica.

Chiediamo dunque ai partiti di assumere un solenne impegno, sui principi e sui valori qui sopra elencati.

Rivolgiamo anche un appello alle cittadine e ai cittadini perché facciano in concreto quanto necessario per il rinnovamento del Paese, rendendosi conto che la sovranità popolare non ha senso alcuno se i titolari non la esercitano. Da ciò un invito forte alla partecipazione ed alla manifestazione della propria volontà attraverso il voto: rinunciare a manifestare la propria volontà, significa rinunciare a creare per se stessi, per i figli, per i nipoti, per le generazioni future, un avvenire di pace, di serenità e di giustizia sociale.

Due appuntamenti la prossima settimana: “Lola” e “La Repubblica di Cogne”

13 ottobre 2012

Buon compleanno alla resistente Ida Desandré

11 settembre 2012

Auguri a Ida Desandré per i suoi 90 anni.
Con l’abbraccio forte di tutte e di tutti noi dell’ANPI
Grazie Ida
Buon compleanno