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Discorso di Alessandro Pollio Salimbeni per il 25 Aprile di Aosta

28 aprile 2012

foto tratta da Aostasera.it

Il discorso del vicepresidente nazionale dell’ANPI Alessandro Pollio Salimbeni per il 25 aprile in piazza Emile Chanoux ad Aosta:

Celebriamo il giorno della Liberazione come una delle date fondative della Repubblica Italiana.

Permettetemi di dirlo con un di più di orgoglio e di partecipazione, dal momento che in questa piazza e in questa città la mia famiglia ha dato un contributo diretto a quei giorni e a quelle scelte che hanno segnato il riscatto e il nuovo inizio di una grande storia nazionale.

Ma – al di là delle ragioni personali – Resistenza e Liberazione, Repubblica il 2 giugno, Costituzione dal 1 gennaio 1948 sono i tre pilastri sui quali fare affidamento ogni giorno della nostra vicenda storica e politica per trovare in essi valori, obiettivi, energie per costruire un Paese all’altezza delle aspirazioni e dei bisogni di tutti i cittadini.

Il senso del 25 aprile è questo: dalla difficile scelta della Resistenza alla Liberazione del Paese nasce una spinta che deve durare nel tempo. Per questo è stata osteggiata, talvolta nascosta, sempre discussa, per la sua forza trainante, per il richiamo costante al fatto che – certamente in contesti più ampi – dal nostro impegno nasce il nostro sviluppo, il nostro futuro.

E questo vale tanto di più nelle difficoltà attuali, dalle quali – si continua a dire e diciamo anche noi oggi – non si esce solo con il freddo taglio che segue ad anni di irresponsabile sottovalutazione e dissipazione delle risorse pubbliche ma soltanto con la ripresa di politiche pubbliche nel campo economico, industriale e sociale. Insomma, non ripercorrendo strade – certo più decenti, certo più etiche, certo più adeguate a quell’onore delle funzioni pubbliche cui ci richiama la Costituzione – ma costruendone di nuove.

Sacrifici? Certo, se necessari e se proporzionali al reddito e alle responsabilità di ciascuno. Equità? Sicuramente, perché ci sono tanti che anche negli anni scorsi hanno pagato prezzi duri alla crisi che non è di oggi (oggi si chiamano “esodati” e la brutta parola non fa che sottolineare il fatto che si tratta di vittime di scelte fatte sulla loro testa e la loro pelle). Rigore? Naturalmente, dopo aver visto per troppo tempo l‘esibizione delle superricchezze (e di un po’ di supercafoni, che si accompagnano sempre), a partire dalla giusta repressione dello scandalo dell’evasione fiscale.

Ma tutto questo chiede tanta, nuova e buona politica. Viva i professori, se ridisegnano un profilo di serietà e autorevolezza, di cui siamo stati sprovvisti per molto tempo. Ma viva la vita normale, quella un po’ lontana dalle aule universitarie e dai convegni internazionali: e la politica torni ad essere voce e corpo della vita normale. Anche su questo aspetto vorremmo un po’ più di attenzione e rigore: si sentono toni e parole che nemmeno nascondono una antica pulsione contro la politica: si sappia che tutte le avventure di destra sono iniziate così. Non si può non vedere che in tanti partiti si sono depositati fatti scandalosi, comportamenti delinquenziali, personaggi di profilo quando va bene dubbio – e va molto peggio, come sappiamo. E però non è giusto mettere tutto e tutti nello stesso sacco: distinguere, giudicare i fatti, guardare alle differenze, non solo per colpire meglio le responsabilità ma anche per colpire bene le responsabilità che invece appartengono a tutti, iniziando dal senso di superiorità e di separatezza (in questo certo da casta), di privilegio che non si possono accettare.

E non si può nemmeno tacere il fatto che tutto ciò esplode dinanzi al fatto delle troppe figure scialbe o addirittura del tutto fuori posto, quando non offensive, che da tempo hanno iniziato a popolare le stesse aule istituzionali. Ci vogliamo chiedere come mai questi temi non colpivano il sentimento popolare quando il personale politico era simboleggiato dai Moro e dai Nenni, dai Berlinguer e dai La Malfa?

Non è nostalgia, non è rimpianto, non siamo quelli per cui “non ci sono più le stagioni di una volta”!

Il punto è che quel personale politico aveva ancora – nelle ampie differenze ed anche nello scontro politico perfino più intenso (certo più serio) di oggi (un rapporto diretto, intellettuale – civile – morale prima ancora che personale) – con la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo.

Questo ci dice che non si nasce antifascisti, democratici, ma lo si diventa. Con la fatica della realtà, dell’impegno, dello studio; con la sensibilità del guardare alle condizioni materiali; con l’orgoglio di non accettare verità supreme imposte col principio della autorità; con tutto questo si reagisce, si mette in discussione lo stato del cose presenti, si prepara un futuro diverso.

Per questo non siamo d’accordo con chi dice che ormai antifascismo e Resistenza vanno consegnati alla storia. Naturalmente è vero, 67 anni sono molti nella vita di un Paese, oltre che delle persone. E’ vero anche, però, che da noi (per la verità anche in altri paesi d’Europa) ci sono tracce pesanti, continua l’alimentazione di miti e la presenza di forze apertamente politiche e apertamente fasciste. In Italia, in Germania, Francia, Olanda, GB, oggi perfino nel governo dell’Ungheria, ci sono gruppi, sedi, siti esplicitamente fascisti e nazisti, che fanno circolare propaganda razzista e xenofoba e tentano una penetrazione nei quartieri popolari, facendo leva sul disagio sociale, mascherandosi dietro attività “culturali”, un po’ dappertutto ed anche qui in Valle.

Proprio perché siamo consapevoli della crisi democratica che stiamo attraversando, pensiamo si debba rilanciare una duplice prospettiva di sviluppo.

La prima è più Europa. Non quella dei banchieri, di chi pensa che tagliando le risorse si raddrizzi l’economia: essa si raddrizza se le persone concrete sono in grado di vivere oggi e costruire un futuro, come da Keynes in poi dovrebbero aver imparato tutti. Non quella di freddi poteri tecnocratici e universitari: servono, indubbiamente, ma hanno il loro tempo e il loro spazio. Invece, pensiamo alla Europa che si fonda su procedure democratiche e partecipative, su cessione di sovranità anche nei campi più delicati, dal fisco alla politica estera e di difesa, che sostenga ampie iniziative nella formazione e nello sviluppo economico e industriale, sulle autonomie – così compresse in questi anni e ad ulteriore repentaglio con i recenti provvedimenti fiscali. Rilanciamo da qui – dopo alcuni anni di delirio federalistico che mascherava scelte di aspro centralismo – la Carta di Chivasso, con la quale Emilio Chanoux ebbe, con gli altri sottoscrittori, la visione lunga di una diversa fondazione dello Stato repubblicano, parallela e coerente con l’impianto unitario che fu poi della Costituzione e con la altrettanto lungimirante visione europeistica di Altiero Spinelli.

La seconda è una nuova fase della democrazia in Italia: i 150 anni non sono stati solo una celebrazione. Occorre rafforzare sia le procedure per le decisioni –con modalità che altri Paesi sperimentano da tempo e che si fondano sulla più completa informazione, la valutazione dei dati oggettivi dei problemi e soprattutto l’idea che discutere arricchisca e renda consapevoli: se la TAV in Francia (e non solo) procede è perché i cittadini e i comuni sono soggetti e non oggetti – sia il ruolo e l’importanza dei corpi intermedi (art. 2 della Costituzione).

Su questo vediamo invece insofferenza, per la mediazione, per la ricerca faticosa e paziente della costruzione di punti di arrivo condivisi. Attenzione, è anche il segno delle confuse idee e decisioni in ordine alle riforme istituzionali ed anche elettorali e questo va detto sia a destra che a sinistra, con differenze non banali sul contorno ma non sulla sostanza. Da qui sono nate le teorie e troppe “riforme” (in cui pesano più le virgolette della parola), via partiti, sindacati, associazioni. Solo il capo, il leader e la folla che applaude – può essere folla di pubblico come allo stadio oppure atomizzata dinanzi alla tv oppure ancora la folla “moderna” di Internet che qualche “capo” moderno evoca o bastona a suo piacere (altro che democrazia: dal comico al tragico,. Si potrebbe dire).

Guardate i gesti, pesate i linguaggi, valutate le parole che si usano: che Italia ci si aspetta, così? E allora ci permettiamo un severo monito alla responsabilità, prima che ci sia lo sciopero del voto, segnale di allarme grave quanto se non più della malattia.

Antifascismo è Repubblica e Costituzione, cioè il terreno comune di rispetto reciproco, di regole comuni a tutti, di attenzione a cose e persone che non sono eguali. Eguali nei diritti e nei doveri: qui sta il fondamento della convivenza civile e della libertà. E tutti noi siamo qui per questo e per testimoniare un impegno comune e permanente che ogni 25 Aprile vogliamo rinnovare nelle piazze, nelle strade delle nostre città e – ci auguriamo – nella coscienza di donne e uomini, giovani e anziani, che sono la vera forza, la vera garanzia del Paese, della sua libertà, della sua felicità.

Calendario delle iniziative per il 25 Aprile 2012, Anniversario della Liberazione

18 aprile 2012

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

VALLE D’AOSTA


AOSTA

 

Venerdì 20 aprile

ATELIER ALEPH – via Martinet

Dalle ore 21,00

Staffetta di letture ad alta voce dedicate alla guerra partigiana e alla Liberazione. Durante la serata proiezione delle fotografie di Giuliana Ferrero, intervista ad Anna Cisero Dati ed esposizione del ritratto di “Lola” donato da Barbara Tutino all’associazione.

 

Mercoledì 25 aprile

Ore 10,00 – cimitero di Aosta

Santa Messa al Sacrario e deposizione di un corona.

 

Ore 11,15 – giardino della Rimembranza di via Festaz

Deposizione di una corona al monumento dei Morts de la Liberté.

 

A seguire

Corteo verso piazza Chanoux, alzabandiera, lettura collettiva dei primi 12 articoli della Costituzione della Repubblica Italiana nell’ambito del progetto “Collettivamente memoria”, discorsi celebrativi del sindaco Bruno Giordano e del vicepresidente nazionale dell’ANPI Alessandro POLLIO SALIMBENI.

Ore 17,00 – piazza Chanoux

Concerto della Banda Municipale di Aosta a ammaina bandiera.

 

 

SAINT-MARCEL e BRISSOGNE

 

Mercoledì 25 aprile

Ore 10,00

Ritrovo dei partecipanti presso i rispettivi Comuni e deposizione delle corone ai Cippi dei Caduti.

 

Ore 11,00

Presso il Comune di Brissogne i Sindaci daranno il loro benvenuto ai partecipanti ed accoglieranno i neo maggiorenni dei due Comuni, seguirà un Rinfresco offerto dall’Amministrazione Comunale di Brissogne.

 

Ore 12,30

Pranzo presso il Ristorante “Les Laures” in Fraz. Grand Brissogne (prenotazioni pranzo entro il 22 aprile: Bionaz Piero tel 333 5099765, Blanc Cino tel 389 1621789)

 

 

FENIS

 

Mercoledì 25 aprile

Ore 09,45

Ritrovo dei manifestanti con la banda musicale in località “Chez Sapin”

 

Ore 10,30

Messa in suffragio dei caduti

Benedizione monumenti guerre 1915/1918 e 1940/45

Discorso celebrativo tenuto dal Sindaco di Fénis, Giusto PERRON

Inni e canti eseguiti dal coro Saint Roch

Aperitivo presso la “Chatelaine”

 

Ore 13,00

Pranzo presso il ristorante la “Dei cacciatori”

Per prenotazioni pranzo chiamare entro il 23 aprile al numero 329 4392548

 

 

 

SAINT-VINCENT

 

Mercoledì 25 aprile

Ore 10,40

Raduno dei partecipanti davanti alla Chiesa.

 

Ore 11,00

Santa Messa nella chiesa parrocchiale

Deposizione corone ai monumenti ai caduti

Discorsi celebrativi

 

Ore 12,35 Pranzo sociale

 

 

 

VERRES, ISSOGNE, MONTJOVET e CHAMPDEPRAZ

 

Sabato 21 aprile

CHAMPDEPRAZ – salone polivalente in fraz. Fabbrica

Ore 16.00 Tavola rotonda con i partigiani

Ore 21.00 Esibizione “CORO BAJOLESE”

 

Domenica 22 aprile

ISSOGNE – municipio

Ore 09.00 Consegna delle onorificenze a partigiani e combattenti da parte del Comune di Issogne

Ore 10.30 Partenza PEDALATA DELLA MEMORIA (omaggio alle lapidi dei caduti sul percorso Issogne- Champdepraz-Montjovet)

CHAMPDEPRAZ – salone polivalente in fraz. Fabbrica

Ore 21.00 Rappresentazione teatrale “Oltre il Ponte”della Compagnia PLASTICO 808 TEATRO

 

Martedì 24 aprile

CHAMPDEPRAZ – salone polivalente in fraz. Fabbrica

Ore 21.00 Presentazione del volume : “Voluntarios internacionales de la libertad”; antifascisti valdostani volontari nella guerra civile di Spagna (1936-1939) di Giampaolo Giordana

 

Mercoledì 25 aprile

VERRES

Ore 10.00 Ritrovo in piazza Ospedale

Ore 10.30 Corteo preceduto dalla Filarmonica di Verrès e deposizione di corona al monumento ai caduti in piazza XXV Aprile

Ore 10.45 Piazza René de Challand

Saluto del Sindaco Luigi MELLO SARTOR e discorso celebrativo tenuto dal Vicepresidente dell’ANPI Valle d’Aosta Nedo VINZIO

CHAMPDEPRAZ

Ore 12.00 Cerimonia al monumento ai caduti in loc. Capoluogo con il saluto del Sindaco Luigi BERGER e del Consigliere regionale Raimondo DONZEL

Ore 13.00 Pranzo sociale presso il salone polivalente in fraz. Fabbrica (Prenotazioni per pranzo al tel. 333 4671228)

Ore 14.30 Gara di palet: “Trofeo anniversario della Liberazione”

 

 

 

PONT-SAINT-MARTIN e DONNAS

Martedì 24 aprile

PONT-SAINT-MARTIN – auditorium

Ore 18.00 Spettacolo in collaborazione con l’Istituzione scolastica Mont Rose A “Suoni di libertà” con la fanfara e il coro della scuola media C. Viola e la Rock Band Cambio Scena e premiazione del concorso per la realizzazione del logo della sezione.

 

Mercoledì 25 aprile

DONNAS

Ore 09.00 Deposizione di una corona al monumento ai Caduti

PONT-SAINT-MARTIN

Ore 10.00 Ritrovo dei partecipanti presso il CRAL Comunale – Rinfresco

Ore 11.00 Santa Messa nella chiesa parrocchiale

Ore 11.45 Deposizione corone al monumento ai caduti, letture di testimonianze e discorsi commemorativi in Piazza 1° Maggio

Ore 12.30 pranzo sociale presso il ristorante “Bocciodromo” (prenotazione entro venerdì 22 – tel. 347 7189744)

Per un 25 Aprile Resistente, festeggiate con noi!

12 aprile 2012

 

Questo è il manifesto per i festeggiamenti del 25 Aprile che si terranno ad Aosta. I protagonisti del manifesto sono proprio i nostri partigiani!

Presto saranno pubblicati i programmi delle altre sezioni.

Calendario delle prossime Manifestazioni del 2011

3 luglio 2011

DOMENICA 17 LUGLIO – SAINT-NICOLAS


Ore 11.30 Commemorazione del rastrellamento, dell’incendio

e dei sedici caduti.

• Messa nella cappella che ricorda i partigiani caduti

• Deposizione corona e discorsi commemorativi.


SABATO 23 LUGLIO – ISSIME


67° anniversario della Battaglia del Lys.

L’organizzazione della manifestazione verrà curata dalla sezione

ANPI di Pont St. Martin. (Il programma è ancora da definire.)


DOMENICA 31 LUGLIO – TERRE NOIRE (P. S. Bernardo)


Ore 11.00 Commemorazione del massacro di Terre Noire.

• Deposizione corone e funzione religiosa;

• Discorsi commemorativi.


DOMENICA 21 AGOSTO – TROIS -VILLES (Quart)


Anniversario del rastrellamento e della distruzione di Trois-

Villes

La commemorazione degli avvenimenti sarà curata dall’Amministrazione

Comunale di Quart.

(Il programma è ancora da definire.)


DOMENICA 28 AGOSTO – MOLÈRE (Valsavarenche)


Ore 11.00 Messa al monumento di Molère

Deposizione corona e discorsi commemorativi


MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE – AMAY (Saint-Vincent)


Ore 11.00 Cerimonia commemorativa a ricordo dei combattimenti

svoltisi nella zona e dei numerosi caduti

Messa nella chiesa di Amay

• Deposizione corona e discorsi commemorativi

• Aperitivo off erto dalla sezione A.N.P.I. di Saint-

Vincent

• Pranzo al Col di Joux


DOMENICA 23 OTTOBRE – CHÉSOD (Antey-Saint-André)


Commemorazione dell’anniversario dei combattimenti sostenuti

nella valle dalla 101^ Brigata Marmore nel 1944.

Deposizione corona, messa e discorsi commemorativi


MARTEDÌ 1° NOVEMBRE – AOSTA


Commemorazione dei Caduti di tutte le guerre

La cerimonia, in accordo con il Presidio Militare, avrà luogo come

ogni anno presso il cimitero comunale.

• Messa al campo;

• Deposizione di corone.

Aosta | L’orazione di Andrea Lamberti per il 25 aprile

7 maggio 2011

Andrea Lamberti | foto AostaSera.it

E’ bellissimo il 25 Aprile.

Il 25 Aprile è bellissimo perché è la prova tangibile che nella storia i valori di libertà e giustizia possono vincere. E questo mai nessuno potrà cancellarlo. Il 25 Aprile non si può rovinare perché questo esempio non si può cancellare. La speranza che il mondo possa cambiare è nel 25 Aprile. Il 25 Aprile ci ricorda che un mondo migliore è possibile, che un mondo dove libertà e giustiza vincano è possibile e basta impegnarsi e potremo averlo. Quindi nessuno potrà cancellarci il 25 Aprile. Ci provano. Ci provano a Roma con i manifesti fascisti che dicono “25 Aprile: buona pasquetta” e 3 fasci littori. Ma non ce la fanno. Perché l’esempio non si cancella. Perché la memoria non si cancella. E noi siamo quindi qui a festeggiare perché anche noi speriamo in un mondo dove libertà e giustizia possao vincere ancora, in un mondo che possa cambiare nuovamente. E quindi noi oggi siamo qua a festeggiare. Ma non possiamo scordarci che il 25 Aprile ha 2 facce. Una faccia che guarda al futuro ed è la faccia che noi festeggiamo. E una faccia che guarda al passato e ci ricorda quello che c’è stato prima del 25 Aprile del 1945: quando c’è stata la dittatura, quando c’è stato Mussolini, c’è stata la guerra. Perché non possiamo dimenticarci che l’Italia prima di essere stata partigiana è stata fascista. Che se ci sono stati tanti italiani partigiani è perché prima tantissimi italiani hanno scelto di essere fascisti. Il 25 Aprile impone una scelta di campo. Dobbiamo scegliere da che parte stare: o di qua o di là. Antifascisi o fascisti. Non ci sono altre possibilità. Dobbiamo scegliere da che parte stare e quali sono i nostri valori di riferimento. Ed è su questo che dobbiamo riflettere quest’anno: 150 dell’Unità d’Italia. Questa è una festa che va sicuramente festeggiata perché è un percorso che abbiamo fatto assieme, un percorso che non può essere cancellato nonostante le tante ombre che ci sono come si divertono a ricordare i tanti detrattori di questa festa. Ma è un percorso che abbiamo fatto assieme e va festeggiato. Ma deve essere anche e soprattutto occasione per riflettere su chi vogliamo essere noi come italiani: quali sono i nostri riferimenti? Cosa vogliamo noi per il nostro futuro di italiani? Perchè dobbiamo ricordarci che l’identità si sceglie, si sceglie chi essere. Non si nasce fascisti non si nasce partigiani. Si sceglie cosa essere, si scelgono i propri valori. I partigiano hanno scelto di essere partigiani, i fascisti hanno scelto di essere fascisti. Hanno fatto una scelta diversa ed è per questo che sono diversi ed è per questo che è intollerabile quando qualcuno si permette di metterli sullo stesso piano. Oggi noi dobbiamo scegliere di nuovo chi essere, dobbiamo scegliere i nostri valori, dobbiamo scegliere come guardare al futuro. Il 25 Aprile è una festa scomoda perché non tutti si possono riconoscere nel 25 Aprile. Bisogna scegliere chi essere. E noi oggi chi vogliamo essere come italiani e come individui? Chi vogliamo essere? La risposta per noi che oggi siamo qua sembra facile, scontata, ma non lo è. Dobbiamo ricordarci che sia a livello istituzionale che a livello popolare le risposte non sono così chiare. Non possiamo dimenticare i 6 onorevoli, se vogliamo chiamarli così, che non trovano nulla di male nella ricostruzione del PNF. Non possiamo dimenticare che un altro onorevole ha dichiarato “L’A.N.P.I. Mi disgusta” in occasione del 25 Aprile. Non ho parole e non voglio commentare. Non possiamo scordarci i tanti esempi di fascismo esplicito. Posso raccontare una piccola storia letta sul sito nazionale dell’A.N.P.I.: in un piccola paese della Lombardia [Trezzano sul Naviglio] un sindaco sostenuto da una maggioranza col PDL ha impedito all’A.N.P.I. di parlare e ha imposto il suo discorso in piazza. Aveva paura di quello che l’A.N.P.I. potrebbe dire. L’A.N.P.I. ha lo stesso fatto manifestazione, ha lo stessa fatto il corteo, nonostante il sindaco avesse cercato di impedirlo: anche questa è Resistenza. Non possiamo però dimenticarci anche i tanti attacchi impliciti ai valori della Resistenza e della Costituzione. Non possiamo scordarci che troppo spesso oggi la giustiza, quella vera, quella di tutti, si cerca di trasformarla in una giustizia su misura per qualcuno e questo è fascismo e non c’è nessun problema a chiamarlo così. Non possiamo scordarci che i valori di giustizia e libertà vengono sempre calpestati. Penso ad esempio alla riforma della scuola pubblica contro cui l’A.N.P.I. ha protestato il 21 marzo [in realtà il 12 marzo]. La riforma della scuola pubblica cerca di trasformare il nostro paese in un paese dove la libertà per cui hanno combattuto i partigiani non esista e questo non possiamo dimenticarcelo. [In questo momento si sente l’ordine e gli alpini se ne vanno] Dobbiamo ancora oggi combattere perché a livello istituzionale c’è gente che si vergogna di riconoscerci nei valori della Resistenza e noi questo non possiamo accettarlo. Noi dobbiamo avere la forza di indignarci ancora, di gridare con forza il nostro essere antifascisti perché è inaccettabile che uno Stato come il nostro si vergogni di riconoscersi nei nostri valori ed è per questo che noi oggi siamo qua e lo saremo ogni anno per dire che ci fa schifo il nostro stato spesso, che ci vergognamo di essere italiani in alcuni casi. Ma anche a livello popolare le cose non vanno meglio. Noi oggi qui siamo pochi e lo sappiamo. Siamo troppo pochi perché il nostro paese si dovrebbe riconoscere in questi valori e invece siamo troppo pochi qui oggi. Nel sentire comune italiano oggi c’è un sentimento alla “volemose bene”, “né di qua, né di là, io non prendo parte”. No. Io parteggio. Io so da che parte stare. Io so quali sono i miei valori e non mi vergogno a dirlo. Io ci metto la faccia. Perché se vogliamo un mondo migliore non dobbiamo avere paura di scendere in piazza e dire con forza chi siamo e in cosa crediamo. Io sono antifascista! E allora? Non mi vergogno a dirlo. Tu ti vergogni a scendere in piazza? Affari tuoi. Io non ho paura, io non mi vergogno. Però un po’ di speranza rimane, comunque posso vedere che c’è una parte d’Italia che non si arrende. L’abbiamo visto con le manifestazioni per la scuola pubblica, le manifestazioni per la donna, le manifestazioni contro il precariato. C’è una parte d’Italia che non si arrende e vuole continuare a sognare, vuole continuare a combattere. E allora è per questo che noi oggi siamo qui. Perché se la domanda è “Noi chi vogliamo essere?”, noi come individui e noi come Nazione e se la risposta è la risposta di questa piazza, la risposta di un antifascismo fiero, orgoglioso e coraggioso, allora io non posso che concludere dicendo:

VIVA L’ITALIA, VIVA LA DEMOCRAZIA, VIVA LA LIBERTA’.

Andrea Lamberti, componente del Comitato Regionale ANPI.

25 APRILE IN VALLE D’AOSTA

22 aprile 2011

A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

VALLE D’AOSTA


CALENDARIO DELLE INIZITIVE | 25 APRILE 2011

ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

AOSTA

Ore 10,00 Ritrovo dei partecipanti presso il cimitero di Aosta

Messa al Sacrario e deposizione di un corona.

Ore 11,00 Ritrovo dei partecipanti all’angolo della biblioteca regionale per la distribuzione delle coccarde dell’ANPI.

Ore 11,15 In piazza Chanoux, alzabandiera, discorsi delle autorità e lettura collettiva dei primi 13 articoli della Costituzione della Repubblica Italiana nell’ambito del progetto “Collettivamente memoria 2011”.

Ore 11,45 Le celebrazioni si sposteranno nel Giardino della Rimembranza, in via Festaz, per la deposizione di una corona al monumento dei Morts pour la Liberté e il discorso celebrativo tenuto da Andrea LAMBERTI, il più giovane componente del comitato regionale dell’ANPI.

SAINT-MARCEL e BRISSOGNE

Ore 10,00 Ritrovo dei partecipanti presso i rispettivi Comuni e deposizione delle corone ai Cippi dei Caduti.

Ore 11,00 Ritrovo dei partecipanti presso il Comune di Saint-Marcel e interventi dei Sindaci dei due Comuni e di Piero BIONAZ, componente del comitato regionale dell’ANPI e presidente di sezione. Seguirà quindi un rinfresco offerto dall’Amministrazione Comunale di Saint-Marcel.

Ore 12,30 Pranzo presso la Trattoria “Come a Casa” (ex Bar Turismo) in Fraz. Prelaz – Saint-Marcel

Per prenotazioni pranzo chiamare entro il 22 aprile:

Bionaz Piero tel 333 5099765

Blanc Cino tel 3891621789

Ristorante tel 0165 778789

FENIS

Ore 10,00 Ritrovo dei manifestanti con la banda musicale in località “Chez Sapin”

Ore 10,45 Messa in suffragio dei caduti

Benedizione monumenti guerre 1915/1918 e 1940/45

Discorso celebrativo tenuto dal Sindaco di Fénis, Giusto PERRON

Inni e canti eseguiti dal coro “Saint Roch”

Aperitivo presso la “Châtelaine”

Ore 13,00 Pranzo presso il ristorante la “Châtelaine”

Per prenotazioni pranzo chiamare entro il 22 aprile il ristorante – tel 0165764264

SAINT-VINCENT

Ore 11,00 Raduno dei partecipanti davanti al Municipio.

Ore 11,30 Messa nella chiesa parrocchiale

Deposizione corone ai monumenti ai caduti

Discorsi celebrativi tenuti dal Sindaco di Saint-Vincent, Geom. Adalberto PEROSINO e dal Sen. Cesare DUJANY

Ore 12,45 Pranzo sociale

PONT-SAINT-MARTIN e DONNAS

> PONT-SAINT-MARTIN

Ore 9,30 Ritrovo dei partecipanti presso il CRAL Comunale – Rinfresco

Deposizione corone ai monumenti dei caduti di Piazza IV Novembre

e di piazza I° Maggio

> DONNAS

Ore 11,00 Ritrovo dei partecipanti in Piazza della Stazione

Ore 11,15 Messa

Ore 12,00 Deposizione corone al monumento ai caduti

Discorsi commemorativi e orazione ufficiale tenuta dal Consigliere Regionale

Raimondo DONZEL

Ore 12,45 pranzo presso il ristorante “L’Enfant Prodige”

prenotazione entro venerdì 22 – tel. 0125 344261

La Banda Musicale di Donnas accompagnerà tutta la manifestazione.

VERRES e ISSOGNE

Sabato 23 aprile

> ISSOGNE

Ore 16,00 Tavola rotonda con i partigiani presso il salone in frazione Colombière

Domenica 24 aprile

> ISSOGNE in località Castagneti

Ore 21,00 Concerto del cantautore Fabrizio ZANOTTI

Ore 23,00 Discoteca MIDNIGHT EXPRESS

Lunedì 25 aprile

> VERRES

Ore 10,00 Ritrovo dei partecipanti in piazza Ospedale

Partenza mezza maratona dei 150 anni dell’unità d’Italia

Corteo preceduto dalla Filarmonica di Verrès

Ore 10,30 Deposizione di una corona al monumento ai caduti

Ore 10,45 In Piazza René de Challand

saluto del Sindaco di Verrès Luigi MELLO SARTOR

– discorso celebrativo tenuto dal Vicepresidente dell’ANPI Valle d’Aosta

Nedo VINZIO

> ISSOGNE

Ore 11,45 Cerimonia al monumento ai caduti della 176° Brigata Garibaldi

alla presenza delle autorità, con la partecipazione dei bambini delle scuole

e della Filarmonica di Verrès

Arrivo mezza maratona dei 150 anni dell’unità d’Italia

Ore 12,30 Pranzo presso il salone polivalente di frazione Colombière

Ore 14,30 Gara di palet: “Trofeo anniversario della Liberazione” in località Bosset

Martedì 26 aprile

> ISSOGNE

Ore 20,30 Conferenza sulla Resistenza in Valle d’Aosta – relatori Antonella DALLOU

Paolo MOMOGLIANO LEVI – Roger VUILLERMIN – presso l’auditorium delle scuole.

Per prenotazioni pranzo: ANPI – 3334671228