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Grande soddisfazione per la riuscita della commemorazione di Trois Villes

19 agosto 2014

Il Comitato valdostano dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia esprime grande soddisfazione per la commemorazione di Trois-Villes che ha visto un’ottima partecipazione e contributi di grande rilievo, ringrazia le famiglie Tibone e Ponsetti che hanno contribuito fattivamente alla riuscita del pranzo conviviale e coinvolto moltissimi ragazzi durante la cerimonia ufficiale.

Commemorazione ANPI a Trois-Villes di Quart  – Nel 70esimo Anniversario Trois-Villes, 17 agosto 2014

Discorso ufficiale tenuto da Raimondo Donzel

Care e Cari partigiani e staffette, Caro Sindaco, Autorità politiche, cittadine e cittadini, chers amis valdôtains,
rinnovo un sentito e caloroso ringraziamento al Sindaco, all’Amministrazione di Quart e a tutta l’ANPI regionale che negli anni hanno sempre reso il dovuto omaggio alle vittime e favorito la memoria dei tragici avvenimenti che dal 17 al 23 agosto 1944, portarono alla distruzione dei villaggi di Trois-Villes, di cui oggi ricorre il 70esimo anniversario.

Un ringraziamento alle mamme, ai papà e ai nonni che hanno accompagnato qui i loro bimbi. Cari bambini oggi potete incontrare ancora dei partigiani che hanno vissuto direttamente la Resistenza, stringete loro la mano e quando sarete grandi ricorderete questo incontro!

L’Abbé Pramotton, cappellano di Nus, coraggioso protagonista di un tentativo di mediazione fra partigiani e repubblichini, annota sul suo diario: “Là in alto verso Trois-Villes una enorme colonna di fumo si innalza sempre più scura sempre più grande…. […] L’incubo (del coprifuoco) è durato dalle ore 10 del sabato alle 16 del mercoledì: esattamente 94 ore!”

94 ore di coprifuoco, terrore e rappresaglia, senza viveri e collegamenti, prigionieri nelle proprie case: vicende che oggi seguiamo alla TV, dove scorrono le tragiche immagini di Gaza, dell’Ucraina, dell’Iraq, della Siria. Per questo ricordiamo, perché sia ancora più forte l’impegno per la pace nel presente.

Ancora l’Abbé Pramotton, annotava: “Poche vittime tra i civili, nessuna tra i partigiani.” In guerra il peso della vita umana sembra mutare. I quasi 2000 morti di Gaza rischiano di diventare una statistica, o di non essere neppure classificati come in Iraq. Noi invece vogliamo che delle vittime innocenti si curi la memoria perché ogni vita ha pari dignità; i nomi sono frammenti di preziose esistenze spezzate, questi nomi sono i nomi di tutti coloro che cadono nel silenzio e nell’anonimato in ogni luogo del pianeta, e noi dobbiamo ricordarli questi nomi: Barrel Eusebio, Désandré Pietro, Foretier Dujon Tommaso, Martinet Roberto.
Un tributo di sangue e il terribile rogo delle case che gli abitanti di Trois-Villes, di Quart e di Nus non hanno mai dimenticato. Ma perché quel sacrificio non sia stato invano, non basta che quei nomi siano incisi sulla dura lapide; bisogna che siano scritti nei nostri cuori.

L’ANPI non è un’associazione di nostalgici. La sua azione che da subito si è contraddistinta per la partecipazione alla Consulta Nazionale dal settembre 1945 al giugno 1946, si cala tuttora nell’attualità e si apre sempre più alla collaborazione dei giovani per volontà degli stessi partigiani, che prima di lasciarci o perché fortemente provati dall’età hanno affidato loro il testimone di una incessante attività democratica dal 25 aprile 1945 ad oggi.

Le commemorazioni dell’ANPI non sono un raduno di reduci, anche se l’aspetto umano del rivedersi e dello stare insieme ricordando fatiche, tribolazioni, sofferenze, prima della grande vittoria finale ha una sua importanza, rafforzando il senso di una comunità le cui generazioni sono saldamente unite dalla condivisione degli stessi valori. Questi incontri non abbiamo timore di dire sono vere e proprie manifestazioni politiche (nel senso alto e positivo del termine) che, nel promuovere la memoria di quella grande stagione di conquista delle libertà che fu la Resistenza, mirano alla custodia e all’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia e della libertà, al di là delle appartenenze politiche dei singoli associati, come avvenne nella lotta di liberazione al nazifascismo.
Una partecipazione politica attiva che nei settant’anni trascorsi dal 25 aprile si è sempre connotata per il rispetto e la difesa delle istituzioni democratiche, il contrasto della violenza e l’adesione al pacifismo: come nel novembre 1977 quando l’ANPI prese una posizione netta contro il terrorismo, dichiarando: “I Partigiani che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano.”

Un’azione politica costante ma nel quadro delle regole democratiche e proprio in difesa della Costituzione.

Oggi mi preme dunque richiamare l’urgenza dell’attenzione da parte dei cittadini valdostani e delle Istituzioni regionali di fronte alla Riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione. La Resistenza in Valle d’Aosta fu portatrice, in un complesso e articolato dibattito, contestualmente ai valori di libertà e democrazia anche di quello a noi tanto caro dell’Autonomia e del riconoscimento della nostra identità di popolo mortificata dal fascismo, attraverso intimidazione, repressione e volenza, e anche da una straordinaria capacità di propaganda del regime tale da attrarre a sé anche tante coscienze, che solo il disastro bellico riuscì a risvegliare.

Perché nuovamente le coscienze non siano assopite è bene che si segua con attenzione lo sviluppo delle riforme Costituzionali, perché l’obiettivo sia il rafforzamento della democrazia, del federalismo e dell’autonomia come volevano i padri fondatori della Repubblica. Deve essere chiaro che il neocentralismo burocratico/ministeriale non è la risposta ai problemi istituzionali ed economici del Paese; ma solo una più definita articolazione federalista dei poteri tra Comuni, Regioni e Stato può ridare slancio alla nostra organizzazione politica, economica e sociale, in linea con i grandi paesi democratici del mondo.

L’obiettivo principale è quello di discutere coi cittadini, nelle piazze e nelle manifestazioni della natura delle Riforme, di favorire partecipazione e coscienza democratica. Proprio come avvenne a partire dall’estate del 1943. Infatti, prendendo spunto da una considerazione di un oratore dell’ANPI, figlio di un partigiano, in occasione del ricordo della battaglia di Vertosan, in cui precisava che dal punto di vista militare non si era proprio trattato di una “Stalingrado”, riferendosi alla terribile battaglia dove i sovietici riuscirono ad avere il sopravvento sui tedeschi e gli italiani, imprimendo una svolta decisiva alle sorti del conflitto mondiale, ho fatto questa riflessione che lascio alla vostra attenzione: non ci fu qui sulle nostre montagne una “Stalingrado” ma quelle che io chiamerei tante piccole “stalingrado politiche”, in cui anche una parte di valdostani, nonostante gli assassini, le violenze, le distruzioni, il terrore, le torture, la fame, il freddo affermarono con forza la loro ribellione al regime fascista. Mussolini e i suoi seguaci non avevano solo perso la guerra ma avevano perso il consenso: era la fine della dittatura e dell’idea che un uomo solo possa governare il paese! Questa fu la vera sconfitta del regime fascista, al di là della débâcle bellica: la Resistenza intesa come ribellione del popolo alla dittatura!

Questo fu… e resterà il valore assoluto della lotta di Liberazione e della Resistenza! Per questo dobbiamo continuare difendere le Istituzioni repubblicane, la nostra Costituzione democratica e la nostra Autonomia speciale. Mai più una Trois-Villes! Mai più una guerra! Mai più una dittatura!

ANTIFASCISTI SEMPRE!

Domenica 17 agosto a Trois-Villes di Quart

13 agosto 2014

Domenica 17 agosto l’ANPI ricorda quanto avvenuto settant’anni fa. Il 23 agosto 1944, a seguito della cattura di due militari del posto di guardia di Nus e il ferimento di altri due, da parte dei partigiani della 13a banda Emile Chanoux, i villaggi di Trois-Villes vennero dati alle fiamme dai nazi-fascisti. Facendosi scudo della popolazione civile sequestrata dai villaggi sottostanti, i nazi-fascisti rastrellarono la zona di Trois-Villes, dove operava la banda: tra le fila partigiane furono in quattro a morire.

La commemorazione, organizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale di Quart, inizierà alle ore 10 con un corteo dal piazzale della chiesetta di Trois-Villes verso il monumento partigiano dove si terrà la cerimonia ufficiale che prevede la deposizione della corona, i brevi saluti del sindaco di Quart Giovanni Barocco e del vicepresidente del consiglio regionale Andrea Rosset, il discorso commemorativo dell’ANPI sarà tenuto dal consigliere regionale Raimondo Donzel. Alla cerimonia parteciperà anche l’assessore regionale Luca Bianchi.

Quest’anno è inoltre previsto un pranzo ad offerta nel villaggio del partigiano Tibone. Per una migliore organizzazione è gradita la prenotazione al 329/5927651 (Mauro) o 347/1444029 (Erika – orario serale) entro mercoledì 13 agosto.

Commemorazione Estive 2013

27 luglio 2013

DOMENICA 30 GIUGNO – FÉNIS

Commemorazione della Resistenza dei partigiani della Suelvaz.

• Ore 10 ritrovo dei partecipanti, deposizione della corona e messa in suffragio dei caduti presso la chiesa parrocchiale;

• Discorsi commemorativi

Ore 12.30 Pranzo presso il ristorante ”Lo Bistrot” (prenotazione entro 28 c.m al 329-3459462).

 

SABATO 20 LUGLIO – ISSIME

67° anniversario della Battaglia del Lys.

L’organizzazione della manifestazione verrà curata dalla sezione ANPI di Pont-Saint-Martin.

 

DOMENICA 21 LUGLIO – SAINT-NICOLAS

Ore 11.30 Commemorazione dell’attacco portato dai nazifascisti contro gli uomini della banda di Vertosan, al comando di Andrea Pautasso “Bert”, del rastrellamento, dell’incendio e dei sedici caduti.

• Messa nella cappella che ricorda i partigiani caduti

• Deposizione corona e discorsi commemorativi.

 

DOMENICA 28 LUGLIO – TERRE NOIRE (P. S. Bernardo)

Ore 11.00 Commemorazione del massacro di Terre Noire.

• Deposizione corone e funzione religiosa;

• Discorsi commemorativi.

 

DOMENICA 18 AGOSTO – TROIS -VILLES (Quart)

Anniversario del rastrellamento e della distruzione di Trois-Villes avvenuto il 24 agosto 1944 per ritorsione contro l’attacco partigiano al posto di blocco di Nus, effettuato il 18 agosto da parte dei partigiani della 13^ banda Emile Chanoux.

Ritrovo alle ore 10.00 alla chiesetta di Trois-Villes per la processione verso il monumento al giovane partigiano.

• Deposizione corone e funzione religiosa;

• Discorsi commemorativi.

• Letture e canti.

Ore 13.00 Pranzo

La commemorazione degli avvenimenti sarà curata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Quart.

 

DOMENICA 25 AGOSTO – MOLÈRE (Valsavarenche)

Commemorazione in ricordo dell’attacco al presidio partigiano in cui i nazifascisti uccidono, massacrandoli, cinque giovani, incendiano il villaggio ed uccidono sulla soglia Pietro Carlin, ottantenne.

Ore 10.30 Ritrovo al primo cippo, sulla strada regionale, per la deposizione dei fiori.

Ore 11.00 Messa al monumento di Molère

• Deposizione corona e discorsi commemorativi

 

 

SABATO 7 SETTEMBRE – AMAY (Saint-Vincent)

Ore 09.30 Cerimonia commemorativa a ricordo dei combattimenti svoltisi nella zona e dei numerosi caduti

• Messa nella chiesa di Amay

• Deposizione corona e discorsi commemorativi

• Pranzo a Saint-Vincent

Per informazioni rivolgersi a Sergio Peaquin (3396646587)

 

Ore 15.00 – 18.30 Convegno “Primo Levi, la resistenza e la storia d’Italia” presso il salone comunale.

Alla giornata saranno inoltre presenti i gruppi di Amnesty ed Emergency Valle d’Aosta

 

MERCOLEDI’ 16 OTTOBRE – VILLENEUVE

Anniversario dell’uccisione di Aurora Vuillerminaz “Lola”, staffetta e guida partigiana e del gruppo da lei guidato a cui solo Raimondo Lazzari sfuggirà fortunosamente alla morte.

Deposizione di un mazzo di fiori alla lapide del cimitero di Villeneuve.

 

DOMENICA 27 OTTOBRE – CHÉSOD (Antey-Saint-André)

Commemorazione dell’anniversario dei combattimenti sostenuti nella valle dalla 101^ Brigata Marmore nel 1944.

Deposizione corona, messa e discorsi commemorativi

Discorso commemorativo di Raimondo Donzel a Trois-Villes

20 agosto 2012

Sede del comando della 13a Brigata Chanoux a Fonteil de Trois-Villes

Commemorazione delle vittime della rappresaglia a Trois-Villes il 23 agosto del 1944

Trois-Villes, 19 aosto 2012

Care Staffette, Cari partigiani

Caro Sindaco,

Autorità religiose, civili e militari,

cittadine e cittadini,

chers amis valdôtains,

vi porgo il caloroso saluto di tutto il Consiglio regionale, e ringrazio sentitamente il Sindaco e l’Amministrazione di Quart, e il Presidente e l’ANPI regionale che negli anni hanno sempre reso il dovuto omaggio alle vittime e favorito la memoria dei tragici avvenimenti del 23 agosto 1944.

E’ con una grande emozione e commozione che prendo la parola a Trois-Villes, in un sito paesaggistico meraviglioso, ancor più apprezzabile in questa straordinaria domenica di sole che ci fa godere in tutta la sua bellezza la nostra magnifica Valle alpina. Siamo altresì davanti a uno dei più bei monumenti commemorativi della Resistenza, con la lapide posta nel ’54 e il complesso monumentale del ’64. E siamo di nuovo qui, a quasi settant’anni dai tragici avvenimenti dell’agosto ’44, innanzitutto perché non cada l’oblio sulle violenze del regime fascista, sulle atrocità della Repubblica di Salò e dell’invasione nazista e sulla “follia” e crudeltà della guerra. Una guerra mondiale, ma anche tra fratelli europei, tra fratelli italiani e francesi, anche tra fratelli di un stesso nucleo famigliare.

E se da una parte dunque si riaprono le ferite mai rimarginate di una guerra fratricida, e ancora rivive il dolore per la perdita di giovani vite e per i soprusi, le torture, le violenze e per le distruzioni, dall’altra non possiamo non sentire parimenti la gioia della libertà ritrovata e riconquistata.

E’ la nostra storia: una storia fatta di dolore e sofferenza che però ha portato, attraverso la lotta di Liberazione, ad una società, che pur con mille limiti e difetti, è democratica e libera, come mai è avvenuto nei 5.000 anni di storia universale dell’uomo.

Ma vi è anche una ragione personale ad accrescere la mia emozione e commozione. Sono infatti legato a questi luoghi dalle origini della mia famiglia per parte dei bisnonni materni. Mes  racines s’enfoncent dans cette terre et s’étalent jusqu’ici.

Sin da ragazzino mi è giunta l’eco della vicenda terribile di Trois-Villes. Simbolo di tante altre sofferenze sparse in tutta Europa e nel mondo durante la seconda guerra mondiale e che continuano purtroppo non lontano da noi in questo momento in Siria o in Afghanistan e in tanta parte dell’Africa: guerre civili, guerre etniche, guerre separatiste, guerre religiose, che mascherano interessi di grandi gruppi economici e ingerenze non sempre finalizzate al bene comune anche da parte di grandi paesi occidentali liberi e democratici.

La verità non può mai esser sottaciuta; la libertà nella ricerca della verità, la pluralità delle opinioni, il confronto fra sensibilità diverse sono la forza della democrazia contro il pensiero unico del fascismo.

Guai a noi ad immaginare una storia celebrativa della Resistenza che nasconda i fatti, le ombre, gli errori; ma attenzione a non distorcere, sulla base di visioni parziali, il senso di un evento di indiscutibile portata mondiale quale fu la vittoria delle democrazie occidentali alleate con i sovietici sulle dittature nazista e fascista.

Non dobbiamo dunque nasconderci che la distruzione totale dei villaggi di Trois-Villes fu vissuta con molta amarezza dalla popolazione contadina, che anche nel dopoguerra non risparmiò le critiche alla condotta della banda partigiana, la 13a Brigata Chanoux, che operava al comando di Silvio in questa zona.

Ma ecco dunque il cuore del mio messaggio odierno per una profonda e sentita commemorazione del 23 agosto ’44: solo con la liberazione dal nazifascismo, solo con la libertà, solo con la conquista dell’Autonomia gli abitanti di Trois-Villes e noi abbiamo potuto liberamente esprimere il nostro sentire profondo; abbiamo potuto e possiamo gridare la nostra verità. Basta con i sabati fascisti, basta con l’obbligo della camicia nera, basta con le piazze gremite a forza o col timore del manganello e dell’olio di ricino o della perdita del posto di lavoro. Oggi chi è qui, lo è liberamente; e chi non è qui, perché ancora sente come una ferita aperta l’incendio di Trois-Villes, lo può fare in virtù della libertà che fu riconquistata. E come liberamente possiamo parlare, così liberamente si può fare ricerca storica. Trois-Villes fu dei fascisti, fu distrutta dai nazifascisti ma dopo la liberazione non fu dei partigiani: è dei suoi abitanti che, nelle forme democratiche previste dalla Costituzione, ne determinano il futuro. E consentitemi di dire che possiamo ammirare le splendide opere di bonifica del territorio e gli impianti di irrigazione che consentono l’utilizzo economico di questi difficili territori di montagna.

Durante il fascismo e durante la repubblica fantoccio di Salò, non c’erano libertà di parola, di pensiero, di ricerca; e neppure esisteva la nostra Regione Autonoma e la possibilità di studiare il francese a scuola e parlarlo per la strada con gli amici. Notre identité de peuple valdôtain venait d’être anéantie et elle ne se manifestait que dans la clandestinité. La nostra identità secolare di piccolo popolo francofono di montagna, insediato all’incrocio di tre grandi aree politico/culturali distinte, con cui abbiamo sempre mantenuto profondi e proficui contatti ma anche una evidente distinzione, era repressa e forzatamente asservita all’idea folle di un’astratta nazione e razza.

Dunque non vi sia nessun timore a ricordare che vi fu una trattativa, purtroppo fallita, fra il Maggiore repubblichino Manfredi e la banda partigiana 13a Chanoux nei giorni che precedettero il vile assalto alle case contadine, in violazione ad ogni norma e condotta di un esercito regolare all’interno del proprio paese. E che questa trattativa per la liberazione di due militi fatti prigionieri dai partigiani, non riuscendo a concludersi, fu interrotta anzitempo, prima dell’ultimatum delle ore 16 del 24 agosto, dall’attacco congiunto di reparti tedeschi, giunti probabilmente a vendicare una incursione nella Valpelline, e di militi repubblichini del Battaglione Montebello saliti da Nus e moschettieri delle Alpi saliti da Quart.

Nella vulgata del villaggio si affermò l’idea della eccessiva fermezza e durezza del comando partigiano. Non vogliamo certo negare questa versione dei fatti; è una parte fondamentale del racconto. Ma la storia non è fatta di se. Se i partigiani avessero ceduto, allora i villaggi non sarebbero stati  bruciati. Se non si fosse opposta resistenza alcuna, non vi sarebbero state vittime. La storia racconta anche che molti ebrei tedeschi che non opposero alcuna resistenza al regine nazista furono barbaramente trucidati. Pertanto restiamo ai fatti, e proprio alcuni fatti vanno richiamati all’attenzione.

Senza aver la presunzione di tenere in una breve commemorazione una lezione di storia va ricordato il contesto storico. L’estate del ’44, con lo sbarco in Normandia del 6 giugno e l’avanzata sovietica ad est, suscita speranze straordinarie sulla imminente fine del conflitto. Ne sono testimonianza non soltanto l’attivismo partigiano in Valle d’Aosta, ad esempio la Valtournenche è tutta sotto il controllo dei partigiani di Tito; ma anche la rivolta di Varsavia, scoppiata il primo agosto che fu soffocata nel sangue dopo due mesi di battaglia, dove la popolazione civile schiacciata tra due fuochi visse l’inferno e fu poi deportata. La rivolta durò dal 1 agosto al 2 ottobre; costò ai difensori 15.000 morti, su 40.000 uomini dell’Esercito clandestino, e 200.000 furono le vittime fra il milione di abitanti di Varsavia. Uno sterminio. Anche la rivolta di Varsavia è una vicenda molto controversa, che resterà sempre oggetto di discussione nell’ambito della seconda guerra mondiale.

In quei giorni, il 19 agosto, arrivava anche la notizia dell’insurrezione di Parigi, dove il 24 entreranno gli Alleati.

In tutta Europa cresceva la ribellione al nazismo e al fascismo. Ma la guerra doveva durare ancora e a lungo. Tanto che proprio ad agosto il regime nazista accelerò la soluzione finale nei campi di concentramento e stermino. Milioni di uomini, donne, bambini di origine ebrea, ma anche popolazioni delle regioni orientali europee occupate ritenute “inferiori”, inclusi quindi prigionieri di guerra sovietici, oppositori politici, nazioni e gruppi etnici quali Rom, Sinti, Jenisch, gruppi religiosi come testimoni di Geova e pentecostali, e omosessuali, malati di mente, portatori di handicap furono condotti nelle camere a gas, nei forni crematori, nelle fosse comuni, nelle cataste da ardere.

Questo il quadro storico. Qui a Nus e Quart dove avvenne la tragedia, grazie all’autorevole testimonianza di Don Pramotton, mirabile figura di curato che si distinse in quei giorni per salvare la popolazione e alleviarne le sofferenze, possiamo capire chi si fronteggiava.

Egli dice espressamente del Maggiore repubblichino Manfredi ch’era furibondo, irragionevole, intrattabile. E quando il parroco arriva alla caserma a visitare i prigionieri dei fascisti sente le grida: “Cani di valdostani!”, e i colpi delle botte che si abbattono sulle vittime. “I prigionieri dei fascisti sono malconci e terrorizzati da far pietà a un cuore di pietra” puntualizza. Mentre visitando i due prigionieri nella mani dei partigiani, Don Pramotton afferma: “Essi mi incaricano di dire ai loro superiori che sono sempre stati trattati con tutti i riguardi dai ribelli.”  Ma questo non bastava certo ai fascisti che impongono un durissimo coprifuoco: fino a 24 ore su 24, mettendo a repentaglio la vita di tutti e dei loro animali. Il Parroco chiede l’autorizzazione di portare latte almeno ai bambini. Don Pramotton afferma: “(il Maggiore) mi dà questa risposta che trascrivo letteralmente perché non venga dimenticata: – Crepino anche loro (i bambini) come tutti gli altri!”

Non siamo qui a celebrare le gesta di Davide contro Golia. Ma qualsiasi ricostruzione storica non può ignorare che nella tragicità del conflitto, con tutti i limiti e gli errori commessi e che non vanno sottaciuti, una parte, quella degli Alleati e della Resistenza, lottava per riportare la libertà e un’altra perseguiva un disegno mostruoso per il predominio di un uomo sull’altro e di una razza sul pianeta.

Mentre i repubblichini festeggiano, si contano i morti: sono per fortuna pochi dice il parroco che aveva visto con trepidazione insieme agli abitanti di Nus e di Quart alzarsi le terribili fiamme e le enormi colonne di fumo che avevano inghiottito i tre villaggi; ma un tributo di sangue che gli abitanti non hanno mai dimenticato e fanno bene a non dimenticare mai e noi dobbiamo contribuire a ricordare: Barrel Eusebio, Désandré Pietro, Foretier Dujon Tommaso, Martinet Roberto, perché  il vostro sacrificio non fu invano. La lapide su cui sono incisi i vostri nomi non sarà cancellata finché l’ANPI e le Amministrazioni democratiche e i cittadini le renderanno il dovuto omaggio.

Anche Hiroshima e Nagasaki e la città di Dresda ci ricordano che la follia della guerra non risparmiò dagli errori neanche le truppe Alleate, in modo tragico come nella mancata trattativa di Trois-Villes. Ma solo la vittoria sotto le insegne della libertà ci permette di vedere oggi gli errori, col senno di poi, con la lucidità di chi sta in poltrona a fumarsi la pipa, di comprendere i limiti dell’umanità tutta. E consente di tracciare una nuova strada ai popoli liberi. Una strada difficilissima da percorrere proprio in questi tempi resi duri e “cattivi” da una crisi economica straordinariamente profonda.

Ritroviamo dunque nella libertà, grazie alla libertà, i valori della giustizia sociale e della solidarietà; la capacità di aiutarsi l’un l’altro come fece don Pramotton con la gerla in spalla girando tra le case la sera del coprifuoco a distribuire alla gente affamata un po’ di pane e della fontina che aveva mendicato nelle vie di Aosta.

Mai più una Trois-Villes. Mai più una guerra.

Per questo dobbiamo difendere le Istituzioni repubblicane, la nostra Costituzione democratica e la nostra Autonomia speciale.

E dichiararci senza esitazione alcuna:

ANTIFASCISTI SEMPRE!

Commemorazioni Estive 2012

18 luglio 2012

DOMENICA 24 GIUGNO – FÉNIS
Ore 10.00 Commemorazione della Resistenza dei partigiani
della Suelvaz.

  • Ritrovo dei partecipanti e messa in suffragio dei caduti presso la chiesa parrocchiale;
  • Discorsi commemorativi e deposizione corona Canti e inni eseguiti dal “Coro St. Roch” di Fénis.
  • Rinfresco organizzato dell’Amministrazione Comunale e della Pro Loco di Fénis.

Ore 12.30 Pranzo presso il ristorante ”Dei Cacciatori” (prenotazione entro 22 c.m al 329-4392548).

 

DOMENICA 22 LUGLIO – SAINT-NICOLAS
Ore 11.30 Commemorazione dell’attacco portato dai nazifascisti contro gli uomini della banda di Vertosan, al comando di Andrea Patuasso “Bert”, del rastrellamento, dell’incendio e dei sedici caduti.

  • Messa nella cappella che ricorda i partigiani caduti
  •  Deposizione corona e discorsi commemorativi.

 

SABATO 28 LUGLIO – ISSIME

68° anniversario della Battaglia del Lys.
L’organizzazione della manifestazione verrà curata dalla sezione ANPI di Pont-Saint-Martin.

 

DOMENICA 29 LUGLIO – TERRE NOIRE (P. S. Bernardo)

Ore 11.00 Commemorazione del massacro di Terre Noire.

  • Deposizione corone e funzione religiosa;
  • Discorsi commemorativi.

 

DOMENICA 19 AGOSTO – TROIS -VILLES (Quart)

Anniversario del rastrellamento e della distruzione di Trois-Villes avvenuto il 24 agosto 1944 per ritorsione contro l’attacco partigiano al posto di blocco di Nus, effettuato il 18 agosto da parte dei partigiani della 13^ banda Emile Chanoux
Ritrovo alle ore 10.00 alla chiesetta di Trois-Villes per la processione verso il monumento al giovane partigiano dove si terrà la messa, la deposizione della corona, letture e canti partigiani interpretati da Giorgio Pilon.
Ore 13.00 Pranzo
La commemorazione degli avvenimenti sarà curata in collaborazione
con l’Amministrazione Comunale di Quart.

 

DOMENICA 26 AGOSTO – MOLÈRE (Valsavarenche)

Commemorazione in ricordo dell’attacco al presidio partigiano in cui i nazifascisti uccidono, massacrandoli, cinque giovani, incendiano il villaggio ed uccidono sulla soglia Pietro Carlin, ottantenne.
Ore 10.30 Ritrovo al primo cippo, sulla strada regionale, per
la deposizione dei fiori.
Ore 11.00 Messa al monumento di Molère.
Deposizione corona e discorsi commemorativi.

 

VENERDì 7 SETTEMBRE – AMAY (Saint-Vincent)

Ore 11.00 Cerimonia commemorativa a ricordo dei combattimenti svoltisi nella zona e dei numerosi caduti

  • Messa nella chiesa di Amay
  • Deposizione corona e discorsi commemorativi
  • Aperitivo offerto dalla sezione A.N.P.I. di Saint-Vincent
  • Pranzo al Col di Joux

Per informazioni rivolgersi a Sergio Peaquin (3396646587)

 

MARTEDI’ 16 OTTOBRE – SALONE DUCALE (Aosta)

Anniversario dell’uccisione di Aurora Vuillerminaz “Lola”, staffetta e guida partigiana e del gruppo da lei guidato a cui solo Raimondo Lazzari sfuggirà fortunosamente alla morte.
Ore 16.00 deposizione di un mazzo di fiori alla lapide del cimitero di Villeneuve.
Ore 20.30 Serata con letture di Sofia Cossard, Saverio Tutino e Raimondo Lazzari interpretate da Nadia Savoini, canti curati da Maura Susanna, intervento di Silvana Presa e videoproiezione di Giuliana Ferrero.

 

18/20 OTTOBRE – COGNE

In occasione dei 90 anni della ferrovia del Drinc, via di fuga e collegamento durante l’occupazione partigiana di Cogne verranno ricordati i partigiani della Repubblica di Cogne con interventi, video proiezioni, canti e letture

 
DOMENICA 21 OTTOBRE – CHÉSOD (Antey-Saint-André)
Commemorazione dell’anniversario dei combattimenti sostenuti nella valle dalla 101^ Brigata Marmore nel 1944. Deposizione corona, messa e discorsi commemorativi

 

Calendario delle prossime Manifestazioni del 2011

3 luglio 2011

DOMENICA 17 LUGLIO – SAINT-NICOLAS


Ore 11.30 Commemorazione del rastrellamento, dell’incendio

e dei sedici caduti.

• Messa nella cappella che ricorda i partigiani caduti

• Deposizione corona e discorsi commemorativi.


SABATO 23 LUGLIO – ISSIME


67° anniversario della Battaglia del Lys.

L’organizzazione della manifestazione verrà curata dalla sezione

ANPI di Pont St. Martin. (Il programma è ancora da definire.)


DOMENICA 31 LUGLIO – TERRE NOIRE (P. S. Bernardo)


Ore 11.00 Commemorazione del massacro di Terre Noire.

• Deposizione corone e funzione religiosa;

• Discorsi commemorativi.


DOMENICA 21 AGOSTO – TROIS -VILLES (Quart)


Anniversario del rastrellamento e della distruzione di Trois-

Villes

La commemorazione degli avvenimenti sarà curata dall’Amministrazione

Comunale di Quart.

(Il programma è ancora da definire.)


DOMENICA 28 AGOSTO – MOLÈRE (Valsavarenche)


Ore 11.00 Messa al monumento di Molère

Deposizione corona e discorsi commemorativi


MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE – AMAY (Saint-Vincent)


Ore 11.00 Cerimonia commemorativa a ricordo dei combattimenti

svoltisi nella zona e dei numerosi caduti

Messa nella chiesa di Amay

• Deposizione corona e discorsi commemorativi

• Aperitivo off erto dalla sezione A.N.P.I. di Saint-

Vincent

• Pranzo al Col di Joux


DOMENICA 23 OTTOBRE – CHÉSOD (Antey-Saint-André)


Commemorazione dell’anniversario dei combattimenti sostenuti

nella valle dalla 101^ Brigata Marmore nel 1944.

Deposizione corona, messa e discorsi commemorativi


MARTEDÌ 1° NOVEMBRE – AOSTA


Commemorazione dei Caduti di tutte le guerre

La cerimonia, in accordo con il Presidio Militare, avrà luogo come

ogni anno presso il cimitero comunale.

• Messa al campo;

• Deposizione di corone.