Dal 15 febbraio 2026, a 30 anni dalla legge n.66/1996 che ha riconosciuto la violenza sessuale come delitto contro la persona, difendiamo la centralità del CONSENSO libero, esplicito e attuale.
L’emendamento approvato in Commissione Giustizia al Senato sostituisce il consenso con la necessità di esprimere un dissenso da “valutare”.
Un passo indietro che rischia di riportare i processi sulla reazione della persona offesa e sulla domanda:
“Perché non hai detto no?”
Il consenso non si interpreta.
Non si presume.
Non si negozia.
Per questo domenica 15 febbraio anche l’ANPI è scesa in piazza con il Centro Donne contro la Violenza di Aosta, la CGIL Valle d’Aosta e Non Una di Meno Valle d’Aosta sotto lo slogan “senza consenso è stupro”.





